Agropoli, un albo municipale per combattere il mercato nero delle badanti
Posted by Agropoli News on Thursday, August 20, 2009
Under: Comune
Iniziativa dell'assessore alle politiche sociali, Angelo Coccaro: «Così sottraiamo le colf al ricatto dei caporali»
SALERNO — La Lega ha dovuto accettare la loro regolarizzazione.
L'assessore di Rifondazione comunista di Agropoli ha preso la balla
al balzo e si è spinto oltre. Nel comune cilentano, da settembre, per
le badanti verrà istituito un albo municipale. In questo modo, si
intende regolamentare un settore che, al momento, è immerso nella
totale clandestinità. Chi vorrà scegliere una collaboratrice
domestica, invece di rivolgersi all'incerto mercato nero, potrà farlo
attingendo a una lista. Sulla professionalità delle badanti garantirà
il comune in prima persona. Per potersi iscrivere all'albo,
bisognerà, infatti, seguire prima un corso di formazione.
Un modo per far incontrare domanda e offerta, ma anche un tentativo di
integrazione degli immigrati. L'assunzione delle badanti ora passa,
infatti, per diversi canali. Nel migliore dei casi è il passaparola a
condizionare la scelta di una famiglia. Nel peggiore, sono caporali
italiani o extracomunitari a gestire l'intera pratica di
arruolamento. Ciò accade soprattutto quando la colf è immigrata: viene
da un altro paese e non conosce la lingua. Condizione per cui il suo
inserimento passa per un intermediario che la introduce
clandestinamente in Italia e riceve una percentuale sui suoi compensi,
nel momento in cui viene assunta (ovviamente in nero).
L'albo delle badanti, secondo le intenzioni dell'assessore Angelo
Coccaro, dovrebbe consentire l'emersione di un intero settore: «Lo
spirito è sollevare un velo di ipocrisia che è calato sul paese. C'è
un'Italia bacchettona e cialtrona per la quale si può fare in privato
con non si può dire pubblicamente. Il nostro intento è sottrarre al
controllo di circuiti illegali il mercato delle badanti, che
rappresentano una figura assai importante nella composizione della
società». Roxana è ucraina, laureata in giurisprudenza, per anni ha
lavorato come colf in nero ad Agropoli. Ha un giudizio molto positivo
dell'albo proposto dall’assessorato alla solidarietà sociale: «Una
badante in Italia vive in una zona grigia. Lavora senza avere certezza
né degli orari né del compenso. Deve essere disposta a svolgere in
casa qualsiasi compito. Mi auguro che con l’albo si possa riconoscere
la loro professionalità». Esiste già in molte realtà del Centro-Nord,
ma Agropoli sarebbe il primo comune della provincia di Salerno a
dotarsi di un elenco professionale delle collaboratrici domestiche.
L’iniziativa rientra nel progetto «Voci migranti», uno sportello per
gli immigrati, che dovrebbe fornire assistenza burocratica, legale e
fiscale e aiutare i lavoratori extracomunitari nella ricerca del
lavoro.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno
Fonte: Corriere del Mezzogiorno
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