Iniziativa dell'assessore alle politiche sociali, Angelo Coccaro: «Così sottraiamo le colf al ricatto dei caporali»

SALERNO — La Lega ha dovuto ac­cettare la loro regolarizzazione. L'assesso­re di Rifondazione comunista di Agropo­li ha preso la balla al balzo e si è spinto oltre. Nel comune cilentano, da settem­bre, per le badanti verrà istituito un albo municipale. In questo modo, si intende regolamentare un settore che, al momen­to, è immerso nella totale clandestinità. Chi vorrà scegliere una collaboratrice do­mestica, invece di rivolgersi all'incerto mercato nero, potrà farlo attingendo a una lista. Sulla professionalità delle ba­danti garantirà il comune in prima perso­na. Per potersi iscrivere all'albo, bisogne­rà, infatti, seguire prima un corso di for­mazione. Un modo per far incontrare domanda e offerta, ma anche un tentativo di inte­grazione degli immigrati. L'assunzione delle badanti ora passa, infatti, per diver­si canali. Nel migliore dei casi è il passa­parola a condizionare la scelta di una fa­miglia. Nel peggiore, sono caporali italia­ni o extracomunitari a gestire l'intera pra­tica di arruolamento. Ciò accade soprat­tutto quando la colf è immigrata: viene da un altro paese e non conosce la lin­gua. Condizione per cui il suo inserimen­to passa per un intermediario che la in­troduce clandestinamente in Italia e rice­ve una percentuale sui suoi compensi, nel momento in cui viene assunta (ovvia­mente in nero). L'albo delle badanti, se­condo le intenzioni dell'assessore Angelo Coccaro, dovrebbe consentire l'emersio­ne di un intero settore: «Lo spirito è solle­vare un velo di ipocrisia che è calato sul paese. C'è un'Italia bacchettona e cialtro­na per la quale si può fare in privato con non si può dire pubblicamente. Il nostro intento è sottrarre al controllo di circuiti illegali il mercato delle badanti, che rap­presentano una figura assai importante nella composizione della società». Roxa­na è ucraina, laureata in giurisprudenza, per anni ha lavorato come colf in nero ad Agropoli. Ha un giudizio molto positivo dell'albo proposto dall’assessorato alla solidarietà sociale: «Una badante in Italia vive in una zona grigia. Lavora senza avere certezza né degli orari né del compenso. Deve essere di­sposta a svolgere in casa qualsiasi compi­to. Mi auguro che con l’albo si possa rico­noscere la loro professionalità». Esiste già in molte realtà del Centro-Nord, ma Agropoli sarebbe il primo comune della provincia di Salerno a dotarsi di un elen­co professionale delle collaboratrici do­mestiche. L’iniziativa rientra nel proget­to «Voci migranti», uno sportello per gli immigrati, che dovrebbe fornire assisten­za burocratica, legale e fiscale e aiutare i lavoratori extracomunitari nella ricerca del lavoro.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno